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Prospettive di crescita


Analisi del mercato delle lavanderie self-service

La prima reazione della gente quando si affronta l’argomento delle lavanderie cosiddette a gettone, è di ritornare con il pensiero all’esperienza vissuta in Italia nel corso degli anni sessanta.
In quel periodo, che forse ancora più di quello attuale vedeva il nostro Paese importare in modo spesso acritico idee, stili di vita ed iniziative provenienti da oltreoceano, si assistette ad una vera e propria fioritura di questo tipo di iniziativa commerciale.

La prospettiva di un’attività semplice, avviabile con un capitale relativamente modesto e non richiedente particolari qualifiche attirò un gran numero di piccoli imprenditori, generalmente senza alcuna riflessione su come questo servizio potesse adattarsi alle condizioni sociali ed economiche del nostro Paese in quell’epoca. E certamente il risultato di questi tentativi non può definirsi brillante, dal momento che la grande maggioranza degli esercizi si vide costretta a chiudere i battenti nel giro di pochi anni.

Solo poche eccezioni sono rimaste in attività fino ad oggi, solitamente trasformate in sgabuzzini polverosi dove vengono svolte varie attività una delle quali è la gestione di alcuni macchinari quasi sempre obsoleti per l’uso di un ristretto giro di clienti. E’ naturale quindi che la ricomparsa dei servizi di trattamento dei tessuti self-service in Italia possa generare stupore o diffidenza ad una prima lettura.

La chiave per interpretare correttamente quanto sta avvenendo oggi, tuttavia, sta in primo luogo nella ricerca delle motivazioni per lo scarso successo della prima esperienza, e successivamente in una più approfondita analisi dei concetti che sono alla base delle attività commerciali sorte nell’arco degli ultimi due anni.


La situazione in Europa.

Mentre in Gran Bretagna la laundrette fa parte delle attività tradizionali alla pari con quanto succede negli Stati Uniti (circa 4000 esercizi sono attivi oggi nel Regno Unito), vi è un gruppo di Paesi nei quali il settore ha avuto uno sviluppo parallelo a quello italiano con un picco negli anni cinquanta e sessanta seguito poi da un lungo periodo di stagnazione.

In questi paesi, tra i quali possiamo citare Francia, Germania, Olanda, Belgio e Danimarca, dalla fine degli anni ottanta il settore del lavaggio self-service ha ripreso a muoversi vivacemente seppure con modalità molto diverse tra loro. La dimensione media dei negozi, il tipo di servizio offerto (assistito oppure autonomo), il grado di automazione e la tipologia dei clienti a cui ci si rivolge, variano drasticamente da un Paese all’altro.
Il fattore comune rimane nel fatto che in tutti questi mercati variazioni di parametri sociali hanno reso possibile una fortissima ripresa del settore.
La situazione si presenta invece alquanto diversa nei paesi dell’area mediterranea, ed in particolare in Spagna e Grecia dove non si è ancora assistito ad un rilevante sviluppo fatte salve le aree turistiche.


Le prospettive

Riassumendo, è senz’altro possibile concludere che l’Italia, con qualche centinaio di impianti moderni in funzione in un Paese sviluppato di quasi 60 milioni di abitanti (contro i circa 400 della Danimarca con soli 5 milioni di abitanti) dispone di un potenziale fortissimo per lo sviluppo del self-service.
Una condizione essenziale perché tale sviluppo sia stabile e duraturo e possa radicarsi nelle abitudini di fasce di popolazione sempre più vaste sta nell’offerta di un servizio efficiente e competitivo, ma soprattutto vicino alle effettive esigenze della clientela.

E’ ipotizzabile comunque che, dopo molti anni di inattività dovuta ad una domanda che, sia pur potenzialmente consistente rimaneva inespressa in assenza di offerta, il vivace ritmo di apertura delle ultime iniziative degli ultimi due anni abbia già consentito il formarsi di una “massa critica” che prelude ad una crescita costante nei prossimi anni.

Saranno quindi gli operatori che si muoveranno più tempestivamente e che meglio sapranno interpretare le esigenze di un mercato per molti versi ancora indefinito ed i cui limiti non riusciamo ancora a tracciare, a cogliere i maggiori frutti delle opportunità che si stanno aprendo.


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